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Tumori della Vescica

I tumori della vescica possono essere di diversa natura istologica. Io tratterò solo degli uroteliomi (o carcinomi transizionali) poiché essi costituiscono la quasi totalità dei tumori vescicali, almeno per quanto riguarda il mondo occidentale.

Epidemiologia

Come per le neoplasie polmonari anche i tumori della vescica colpiscono nove volte su dieci i fumatori. Le sostanze cancerogene presenti nel fumo di sigaretta vengono assorbite attraverso i polmoni ed eliminate con le urine. A contatto con le cellule della vescica provocano danni nel DNA che possono generare tumori. Anche gli inquinanti ambientali sono chiamati in causa nel favorire l’insorgenza di neoplasie vescicali.

Sintomi

I carcinomi originano dalle cellule di rivestimento della vescica formando all’inizio delle vere e proprie vegetazioni all’interno del lume vescicale. Queste possono rimanere asintomatiche per molto tempo fino a dare segno di sé con la presenza di sangue nelle urine, o macroematuria. La macroematuria può essere precoce o manifestarsi in uno stadio avanzato della malattia. Quando i tumori della vescica sanguinano precocemente in genere sono ancora ad un livello superficiale e non hanno ancora intaccato la parete della vescica. Quando invece rimangono silenti per molto tempo, anche anni, si può verificare sia l’infiltrazione della vescica, sia la diffusione metastatica della malattia.

Diagnosi

Il sintomo principale quindi è la comparsa di sangue nell’urina che deve imporre al medico curante la prescrizione di un’ecografia urinaria urgente.
Qualora l’ecografia non mostri alcuna lesione evidente, occorre eseguire una cistoscopia. Bisogna cioè osservare direttamente l’interno della vescica con un’indagine endoscopica che ha la capacità di rinvenire neoplasia di piccolissime dimensioni, che in genere sono al di sotto della capacità diagnostica di una ecografia.
In caso di neoplasie di grosse dimensioni o di aspetto tale da far sospettare un’infiltrazione della parete è necessario eseguire una TAC (tomografia assiale computerizzata) con mezzo di contrasto iodato per verificare sia il livello di penetrazione del tumore nella parete vescicale sia la presenza di eventuali metastasi.

Terapia

La terapia è in primo luogo endoscopica. La TUR (resezione transuretrale) consente spesso di eradicare completamente il tumore. Introducendo un resettore in vescica attraverso l’uretra, il chirurgo estrae un’ansa diatermica che taglia a piccole fettine la neoplasia fino alla sua base d’impianto nella parete vescicale. Se l’esame istologico mostra che la parte di vescica dove si impiantava la neoplasia è libera da tumore vuol dire che la malattia è stata completamente eradicata. Se invece anche il prelievo eseguito sulla vescica quando l’operatore ritiene di aver resecato tutto il tumore, risulta ancora positivo per cellule tumorali, ciò vuol dire che la malattia è infiltrante e necessita di ulteriori indagini diagnostiche e probabilmente di una terapia più radicale.
La terapia delle neoplasie vescicali infiltranti è la cistectomia radicale, che consiste nell’asportazione totale della vescica. Gli ureteri che non sboccano più in vescica posso essere deviati verso l’esterno, attraverso l’abboccamento diretto alla cute (ureterocutaneostomia) o tramite l’interposizione di un tratto di intestino tenue (ureteroileocutaneostomia). In alcuni casi (pazienti giovani con una lunga aspettativa di vita) si può ricostruire con l’utilizzo dell’intestino una nuova vescica che viene posizionata nello scavo pelvico e collegata sia all’uretra che ai due ureteri (neovescica ortotopica).

Prognosi

Le neoplasie vescicali tendono a recidivare frequentemente. Ciò non è dovuto quasi mai alla ricrescita dello stesso tumore a causa di un residuo di malattia lasciato inavvertitamente dall’urologo operatore, bensì dalla trasformazione maligna di altre cellule che formano tumori in tempi e luoghi differenti. Quindi anche se il tumore originario può dirsi guarito, la possibilità che insorgano altri uroteliomi è abbastanza alta, soprattutto se consideriamo i primi 10 anni dall’intervento. Per tale motivo i pazienti sottoposti a TUR di neoplasia vescicale devono essere sottoposti frequentemente a cistoscopia per rinvenire sul nascere le eventuali recidive.
Le neoplasie infiltranti trattate con la chirurgia radicale necessitano invece di controlli con TAC almeno per i primi anni. Purtroppo la comparsa di metastasi a distanza è un’evenienza possibile anche quando le indagini preliminari all’intervento non ne avevano rilevate.
In tali casi il trattamento chemioterapico serve a rallentare quanto più possibile la crescita delle masse tumorali.