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Infertilità maschile

Prima di affrontare l’infertilità maschile bisogna dire che il mancato concepimento dopo un anno di rapporti finalizzati è un problema che in ogni caso riguarda la coppia. Il retaggio popolare, ma a volte anche un obsoleto modo di impostare la questione infertilità da parte di molti medici, individua come principale responsabile di una mancata gravidanza nella donna.
Le cose non stanno così.

La prevalenza dell’infertilità di coppia nel mondo occidentale dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti è intorno al 12%. L’infertilità può essere da causa:
1) femminile 35%;
2) maschile 30%;
3) di coppia 20%;
4) inspiegata 15%.

Quindi più di un terzo delle infertilità di coppia dipendono dall’uomo.

Un quinto delle infertilità probabilmente dipende dall’incontro di un uomo e una donna con un indice di fertilità basso (ipofertili) per i quali una gravidanza non è impossibile, ma risulta difficile da ottenere. Probabilmente un individuo ipofertile incontrando un iperfertile riuscirebbe ad ottenere il concepimento in tempi brevi, dopo pochi mesi di rapporti mirati.

L’andrologia si occupa dell’infertilità maschile.

Le patologie dell’apparato riproduttivo maschile incidono pesantemente sulla fertilità. Negli ultimi anni, probabilmente a causa dell’aumento degli inquinanti ambientali, queste sono in crescita: criptorchidismo (mancata o incompleta discesa del testicolo nella sacca scrotale), ipospadia (posizione anomala del meato uretrale esterno),e soprattutto tumori del testicolo. Talvolta tali patologie coesistono nello stesso individuo. Il criptorchidismo, oltre a danneggiare le cellule seminali del testicolo, predispone all’insorgenza di tumori.

Un ruolo importante nel ridurre la fertilità maschile hanno le infezioni del tratto riproduttivo maschile (prostatiti, epididimiti, orchiti), i traumi testicolari, la presenza di malattie concomitanti, quali il diabete mellito, epatopatie, nefropatie, neuropatie, ipertiroidismo, pregressi interventi chirurgici a livello inguinale, vescicale, prostatico e scrotale.

Altri fattori di rischio possono essere l’uso di farmaci ad attività ormonale o altri che possono alterare la motilità spermatica, l’abuso di droghe o alcool. I fattori di rischio più importanti e meglio definiti sono rappresentati certamente da quelli che direttamente sono in grado di alterare la struttura e la funzione del testicolo. Tra questi si è già detto del criptorchidismo, sia monolaterale che bilaterale, indipendentemente dalla sede del testicolo ritenuto(addominale o inguinale) e dall’età al momento dell’intervento di riposizionamento (a meno che questo non sia avvenuto entro il primo anno di vita). Il tumore del testicolo stesso,così come la che mio e la radioterapia effettuate per qualsiasi forma tumorale sia in epoca prepuberale che adulta sono altri esempi di fattori di rischio per danni più o meno irreversibili della spermatogenesi.

Infine le disfunzioni sessuali e/o eiaculatorie possono causare infertilità per l’impossibilità di depositare il seme nella vagina. Tra esse ricordiamo: l’assenza di eiaculazione o l’eiaculazione retrograda, l’eiaculazione precoce ante portam (cioè che avviene prima della penetrazione in vagina), rapporti sessuali inadeguati per frequenza (troppo frequenti o troppo diradati nel tempo), disfunzione erettile severa. Poi cause immunologiche dove la diagnosi può essere considerata effettiva quando circa la metà degli spermatozoi è rivestita di anticorpi.

Riassumiamo le possibili cause di infertilità maschile, o impotentia generandi (in latino “incapacità di generare”):

Cause pre-testicolari

  • Problemi endocrini, es. diabete mellito, sindrome di Cushing, disordini della tiroide
  • Disordini ipotalamici, es. Sindrome di Kallmann
  • Iperprolattinemia
  • Ipopituitarismo
  • Ipogonadismo a vario titolo
  • Criptorchidismo
  • Cause psicologiche
  • Intossicazioni da droghe, alcool, sostanze chimiche, uso di alcuni farmaci (antidepressivi SSRI, neurolettici…)
  • Avitaminosi (in particolare la carenza di acido folico)
  • Irradiazione con raggi x o gamma
  • Fonti di calore che elevino la temperatura testicolare in modo costante e continuativo

Cause testicolari

  • Cause genetiche (Sindrome di Klinefelter, Traslocazione robertsoniana)
  • Neoplasie, (seminoma)
  • Varicocele
  • Traumi
  • Esiti di Parotite epidemica

Cause post-testicolari e peniene

  • Ostruzione del Dotto deferente
  • Infezione, es. prostatite
  • Eiaculazione retrograda
  • Ipospadia
  • Impotentia coeundi
  • Disfunzioni o malformazioni del pene

L’esame principale da eseguire in caso di sospetta sterilità maschile è lo spermiogramma. Questa analisi include il conteggio degli spermatozoi e la misura della loro motilità al microscopio:
– La produzione di pochi spermatozoi è detta oligospermia, l’assenza di spermatozoi azoospermia.
– Una produzione quantitativamente sufficiente ma con scarsa motilità è detta astenozoospermia

Si definisce impotentia generandi l’impossibilità di procreare. Per impotentia coeundi si definisce l’impossibilità di ottenere il coito. L’impotentia generandi è quella situazione in cui un uomo può avere un normale rapporto sessuale, ma è sterile. Nell’ impotentia coeundi l’uomo può non essere sterile e potrebbe generare attraverso tecniche di fecondazione assistita.