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Eiaculazione precoce

La definizione di eiaculazione precoce che ritengo più giusta è un’eiaculazione è da definirsi precoce quando avviene prima di quando lo si desideri o, meglio ancora, prima che entrambi i partner considerino soddisfacente il loro rapporto sessuale.

In tale definizione sono impliciti sia il concetto di assenza o carenza di controllo da parte dell’uomo sulla propria eiaculazione, sia un’analisi del problema che tenga in considerazione la coppia anzicchè solo l’uomo. Infatti, se si guardasse il problema solo dal punto di vista del maschio e non della coppia si potrebbe anche verificare il caso di un individuo che eiacula dopo meno di un minuto dall’inizio del rapporto penetrativo, ma considera il suo tempo eiaculatorio soddisfacente. Altresì potrebbe accadere che un uomo arrivi all’eiaculazione in tempi più lunghi, anche superiori ai cinque minuti, ma non ritenga comunque di essere appagato dalla propria “resistenza”.

Considerando invece solo la partner si potrebbe dire che l’eiaculazione è precoce se avviene prima che essa abbia raggiunto l’orgasmo. In andrologia si è cercato di fissare un tempo al di sotto del quale l’eiaculazione si può considerare obiettivamente precoce. A tal fine è stato stabilito che lo IELT (tempo di latenza eiaculatoria) debba essere compreso tra 1 e 2 minuti.

Definizioni di eiaculazione precoce

Masters & Johnoson: “inabilità a controllare e ritardare l’ejaculazione finchè la partner female è sessualmente soddisfatta in almeno 50% dei rapporti”
DMS-IV: “persistente o ricorrente inizio dell’orgasmo e ejaculazione con minima stimolazione sessuale prima di, o subito dopo, la penetrazione e prima che il soggetto lo voglia…che causa importante imbarazzo o difficoltà interpersonale”.
AUA (2004): “ejaculazione che avviene prima del desiderato, sia prima o subito dopo la penetrazione cuasante imbarazzo a uno o entrambi i partners”

Infine l’eiaculazione precoce si distingue in primaria (longlife) se è presente fin dall’inizio dell’attività sessuale o secondaria o acquisita se compare in un qualsiasi momento della vita. Inoltre può essere distinta in psicogena e organica se dipende da cause psicologiche oppure da una condizione patologica delle vie genitali (infiammazioni, iperestesie, assunzione di farmaci).

È il disturbo sessuale maschile più diffuso, in quanto ne soffre il 25%-40% degli uomini.

Le cause dell’eiaculazione precoce possono di tipo organico, soprattutto patologie infiammatorie genitourinarie (prostatite, vescicolite, etc.), o di tipo psicologico e sessuologico, che possono riguardare il singolo soggetto o la coppia nel suo insieme.

Trattamento

Il trattamento della EP secondaria è quello delle patologie responsabili del disturbo (es. infezioni, ipertiroidismo, ecc.). Nelle forme primarie possono essere utilizzati trattamenti topici quali anestetici locali che vengono applicati alcuni minuti prima del rapporto sul frenulo e sul glande o psicofarmaci (in particolare SSRI) che hanno, tra gli effetti collaterali, quello di ritardare l’orgasmo.

L’utilizzo di tali farmaci è da considerare off-label cioè non appropriato per il trattamento di tale disturbo in quanto non possiedono l’indicazione per tale utilizzo. Sono inoltre psicofarmaci e il loro utilizzo (e soprattutto la sospensione rapida) può comportare disturbi seri fino alla tendenza al suicidio.
Recentemente è stata sintetizzata la Dapoxetina che rappresenta il primo farmaco registrato per il trattamento dell’eiaculazione precoce. Si tratta di un farmaco in grado di ritardare l’insorgenza dell’orgasmo e dell’eiaculazione, incrementando nel sistema nervoso centrale i livelli di serotonina, il mediatore chimico che costituisce il “freno” naturale dell’eiaculazione. La compressa va assunta un’ora prima del rapporto sessuale e si è dimostrata efficace nel 60% dei soggetti trattati, in assenza di effetti collaterali di rilievo, fatta eccezione per una senzazione di nausea in un ridotto numero di casi.
In associazione alla terapia medica presenta un ruolo importante il trattamento psicosessuologico che consente lo sviluppo di una maggiore competenza nel gestire i tempi dell’orgasmo, ad esempio mediante la tecnica dello “stop and go”.