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Disfunzione erettile (o Deficit erettile)

La disfunzione erettile (DE) è l’incapacità o la difficoltà del soggetto di sesso maschile a raggiungere e/o mantenere un’erezione sufficiente a condurre un rapporto soddisfacente.
In basa alla gravità si distingue una DE lieve, moderata e severa.
In base alla causa si classifica la DE in psicogena e organica. Le cause psicologiche, però, non costituiscono più del 10% delle cause di DE.
In realtà non si tratta di una patologia a sé stante, ma di un sintomo, una manifestazione di una patologia sistemica che può interessare i vasi sanguigni, i nervi, il sistema endocrino. Infatti il manifestarsi in età adulta di un disturbo dell’erezione può precedere anche di alcuni anni l’insorgenza di patologie cardiovascolari, quali l’infarto e l’ictus, o può essere secondario a patologie tiroidee, epatiche, surrenaliche ecc.. Inoltre la DE si associa spesso al diabete per i danni vascolari e neurologici che tale patologia causa.

Cause di Disfunzione Erettile

– Vascolari: patologie che colpiscono il versante vascolare dell’erezione: l’aterosclerosi dei vasi arteriosi del pene impedisce l’aumento di flusso sanguigno necessario per portare e mantenere il pene in erezione. La comparsa di aterosclerosi dei vasi sanguigni è collegata, oltre che alla familiarità, a stili di vita dannosi quali fumo, sedentarietà, obesità e/o a patologie croniche come ipertensione, diabete, ipercolesterolemia. La comparsa di disfunzione erettile precede spesso di qualche anno un evento acuto cardiovascolare (infarto, ictus) ed è quindi da considerare un campanello d’allarme.

– Endocrine e metaboliche: altre cause comuni sono le malattie endocrine, in particolare la carenza di testosterone che si può verificare in età adulta/anziana, il cosidetto ipogonadismo ad insorgenza tardiva (Late Onset Hypogonadism); altri disordini endocrini quali l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, l’iperprolattinemia, l’insufficienza epatica e renale possono causare DE.

– Malattie neurologiche e psichiatriche: la depressione e le lesioni traumatiche delle vie nervose che trasportano i segnali erettivi al pene, ad esempio a seguito di traumi della colonna vertebrale o a seguito di interventi chirurgici a carico di organi pelvici quali vescica, prostata, retto, aorta addominale. Inoltre gran parte delle malattie degenerative dei nervi quali la sclerosi multipla e le neuropatie periferiche possono comportare DE.

– Cause psicogene, nel caso in cui l’alterazione sia di tipo psicologico e quindi a carico dei processi cognitivi ed emozionali che guidano l’erezione. In molti casi possono coesistere entrambe le origini, psicogena ed organica e in questo caso si parla di origine mista della disfunzione erettiva.

Terapia

Da circa 20 anni la ricerca farmacologica ha dato una vera e propria svolta alla terapia dei disturbi dell’erezione grazie alla sintesi degli “inibitori della fosfodiesterasi 5”, anche detti farmaci PDE5i. Attualmente sono in commercio in Italia il SILDENAFIL (Viagra in formulazioni da 100 mg, 50 mg e 25 mg), TADALAFIL (Cialis in formulazioni da 20 mg, 10 mg e 5 mg), VARDENAFIL (Levitra in formulazioni da 20 mg, 10 mg e 5 mg), AVANAFIL (Spedra in formulazioni da 200 mg, 100 mg e 50 mg), facilmente assumibili per via orale e in grado di migliorare significativamente la funzione erettile, sia per quanto riguarda il raggiungimento che il mantenimento dell’ erezione del pene. Dal punto di vista dell’azione farmacologica essi portano ad una maggiore e persistente disponibilità di NO (Ossido nitrico) attraverso il potenziamento dell’effetto del GMP ciclico.

I quattro farmaci in commercio agiscono con tale meccanismo simile ma differiscono per rapididà e durata d’azione per cui sarà compito dell’andrologo individuare insieme al Paziente quale è il farmaco miglio e come assumerlo.

A volte, però, la disfunzione erettile risponde ai farmaci orali. Ciò avviene soprattutto quando i danni a livello vascolare o nervoso sono tali da impedire ai farmaci di svolgere la propria azione. In tali casi un primo tentativo può essere fatto con l’utilizzo di Prostaglandine iniettate direttamente nei corpi cavernosi del pene. Le Prostaglandine E1 o PGE1 (Caverject 20 mg, 10 mg, 5 mg) hanno un’azione molto rapida che dura anche più di un’ora consentendo un rapporto soddisfacente. Non sono però prive di rischi: l’utilizzo di un dosaggio eccessivo può portare ad un’erezione molto prolungata che, se supera i 90 minuti deve mettere in allarme chi le utilizza. Infatti in sangue contenuto nei corpi cavernosi può coagularsi ed innescare un processo di fibrosi irreversibile che porta alla distruzione del tessuto erettile. È questa una forma di Priapismo (erezione prolungata e dolorosa indipendente dall’eccitazione) che va trattata in tempi rapidi con l’iniezione di sostanze che antagonizzano l’effetto delle prostaglandine.

Nel caso in cui il danno del tessuto erettile sia tale da non rispondere nemmeno alla somministrazione di PGE1 sussiste un’ultima valida possibilità per ottenere una funzione sessuale maschile soddisfacente. E cioè il posizionamento di una protesi peniena: che consiste nell’inserimento di due cilindri artificiali che possono essere gonfiati al bisogno. Tali protesi idrauliche sono riempiti di liquido, collegato mediante un sistema a circuito chiuso ad una pompa di controllo, a livello dello scroto, e ad un serbatoio posizionato all’interno del bacino. Tutto il sistema quindi non visibile dall’esterno.

L’uomo con protesi idraulica può ottenere a piacimento un’erezione di ottima qualità, attivando manualmente la pompa collocata sotto la pelle dello scroto. L’erezione così ottenuta non è di fatto distinguibile da una erezione naturale se non per una minore tumescenza del glande: il pene mantiene infatti la stessa sensibilità e capacità di eiaculazione presenti prima dell’intervento. Inoltre quando la protesi non è azionata il pene si presenta allo stato flaccido di aspetto normale.